L’INCHIESTA DI “GOMORRA” SULL’IMPRENDITORIALITÀ DEI CLAN
“La saggezza del potere possiede una pazienza che spesso gli imprenditori non hanno”. Tratta da Gomorra, libro-inchiesta di Roberto Saviano, questa frase è il simbolo dell’intera opera. Il potere di cui parla lo scrittore è quello camorristico. La descrizione delle capacità imprenditoriali del “sistema” malavitoso napoletano è il filo rosso che attraversa l’intero libro. La camorra “ignorante” si è trasformata in un “sistema” capace di controllare grosse fette di mercato. “Le nuove generazioni di boss frequentano le università, si laureano, vanno all’estero e soprattutto sono impegnati nello studio dei meccanismi di investimento”. È vero che il merito di Saviano sta nell’aver mostrato a tutti una realtà che pochi conoscevano. Ma prima di tutto lo scrittore napoletano ha voluto mettere in guardia dal considerare il fenomeno camorristico come fatto puramente locale. La narrazione degli affari dei clan illumina sulla grandezza dell’impero economico della camorra. Dalla Cina alla Colombia, dall’America all’Europa. La camorra è ovunque. La sua fluidità le consente di penetrare la superficie dei mercati e dell’economia. La camorra è il dio degli affari al quale tutti si rivolgono in caso di necessità. Le famiglie camorristiche sono diventate “comitati d’affare” ai quali le imprese si rivolgono per muovere capitali, fondare o chiudere società, investire in immobili; i politici si affidano ai clan per allargare il loro bacino di voti in cambio di profumati favori; le altre organizzazioni mafiose stringono affari col potere camorristico.
Come una grande multinazionale, la camorra ha impiantato in ogni angolo del pianeta le proprie aziende, ha distribuito ovunque i propri prodotti. Questo “sistema” gestisce e alimenta il mercato internazionale della moda italiana. Germania, Danimarca, Irlanda, Finlandia, Olanda fino all’Australia, Stati Uniti, Sud America: questa è la reale estensione del mercato camorristico. In ognuno di questi paesi la camorra ha impiantato i propri affari, ha distribuito quei capi d’alta moda creati nell’interland napoletano. Il tutto senza regole. E difatti la teoria del liberismo più assoluto si concretizza negli affari dei clan.
Gli investimenti dei capitali ricavati dal mercato della droga sono riutilizzati nel mercato dell’edilizia. Le ditte edili legate ai clan hanno costruito decine di centri commerciali, si sono “infiltrate” nell’alta velocità prima al sud e poi al nord, hanno innalzato palazzi, grattacieli, costruito quartieri, ville, interi villaggi. Il cemento è l’oro della camorra. L’attività economica dei clan non si ferma a queste due sfere del mercato. Raschiare il fondo del barile è l’imperativo camorristico. E allora ecco sorgere società attive nel riciclaggio e nella gestione dei rifiuti che hanno imbottito il sottosuolo campano di “monnezza” tossica, derivata da mezza Italia. Attraverso un meccanismo virtuoso, le scorie della grandi aziende del nord venivano etichettate come semplici rifiuti, garantendo un risparmio di circa l’80%. La Campania è diventata così la discarica del nord.
Gli interessi economici si estendono fino al mercato delle armi. La camorra detiene, insieme alla mafia, ‘ndrangheta, sacra corona unita, un business di circa tre miliardi e trecento milioni di euro. “I clan sono stati punti di riferimento per interi eserciti”. In alcune guerre nei Balcani o in Sud America si è combattuto con le armi fornite dalla camorra.
Di Lauro, Licciardi, Giuliano, Schiavone, Bardellino, Iovine, Zagaria: queste poche famiglie detengono capitali che, forse, potrebbero salvare un intero paese. E proprio la ricchezza e il potere sono i premi delle faide tra i clan. È per questi premi che ci si ammazza, e il numero delle vittime della camorra supera quello di un bollettino di guerra.
Saviano ha svelato, attraverso Gomorra, le dinamiche economiche del potere camorristico. Con la sola parola egli ha contribuito all’arresto di un intero clan, i casalesi. Ma quel che più conta è che Saviano ha rinunciato alla sua libertà per renderci la vita migliore. Per questo va elogiato.




Nonsolosabato