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OBAMA VERSO LA PACE

24 ottobre 2009

Il 4 novembre 2008 è una data storica non solo per l’America, ma per tutto il mondo. Diventa presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, primo afro-americano a ricoprire tale carica. Da quel momento in poi, Obama ha cercato di percorrere un sentiero spinoso e complicato: il sentiero della pace. Il video che segue, estratto dal discorso dopo la vittoria alle elezioni, ne è una testimonianza.

Dopo l’insediamento alla Casa Bianca nel Gennaio del 2009, Obama propone subito “un nuovo inizio nei rapporti tra Stati Uniti e musulmani nel mondo, basato su un rispetto reciproco e sull’interesse reciproco”. Per Obama “il ciclo di sospetto e di discordia deve terminare. Non c’è dubbio: l’Islam fa parte dell’America”. Obama tende la mano all’Iran.  Primo passo fondamentale per l’affermazione di un dialogo tra l’America ed una delle potenze più ostili.

Il 5 Maggio 2009 Obama tiene un discorso all’università del Cairo, in cui espone la sua politica. Il presidente americano è deciso ad invertire la tendenza e a spegnere le tensioni che si sono accumulate nell’amministrazione Bush. E proprio in tale occasione si parla della questione sul nucleare in Iran, delle guerre in Afghnistan e in Iraq. La questione più spinosa per Obama è certamente l’Iran. Il presidente Ahmadinejad, che esercita una dura dittatura nel paese, ha sempre dimostrato una profonda avversione per l’occidente e per l’America in particolare. Ma le iniziative americane ottengono risultati positivi. Il presidente iraniano apre uno spiraglio, è pronto a dialogare su una delle questioni più difficili, il nucleare. Restiamo al nucleare.

Obama e Medvedev

Stretta di mano tra il presidente russo Medvedev e Obama

Il 25 Maggio 2009 la Corea del Nord fa sapere di aver effettuato un test nucleare, avvenuto “con successo”. Al di là delle forti reazioni della comunità internazionale, il presidente USA ribadisce: “la Corea del Nord sta sfidando direttamente e indirettamente e in modo sconsiderato la comunità internazionale facendo aumentare le tensioni nell’Asia nordorientale”. Inoltre il presidente considera “il programma nucleare nordcoreano una grave minaccia alla pace e alla sicurezza nel mondo”. Ma se da un lato Iran e Corea del Nord rappresentano le minacce più difficili, Obama incassa un successo nella Russia di Medvedev e di Vladimir Putin. Il 6 Luglio 2009 Obama tiene un discorso alla New Economich School in cui ribadisce che “l’America desidera una Russia forte, pacifica e prospera” e anticipa che “se la minaccia del programma nucleare iraniano sarà eliminata, la spinta alla base di uno scudo missilistico in Europa sarà eliminata”. Inizia il disgelo: Obama invita la Russia a collaborare per affrontare le sfide nucleari di Iran e Corea del Nord.

Il 22 Settembre 2009 il presidente USA incontra il presidente cinese Hu Jintao. Discute della questione Tibet, della possibilità di un dialogo e dell’importanza che la Cina rappresenta per l’America. Hu Jintao è pronto a collaborare con l’America e con le Nazioni Unite su una delle questioni mondiali di maggior rilievo, quella climatica. Il presidente cinese si impegna a ridurre le emissioni di anidride carbonica e di investire sull’energia ricavabile da fonti rinnovabili in maniera consistente per il 2020.

Altro scoglio per Obama è l’Afghanistan. Dopo la promessa, al suo elettorato, di ritiro delle truppe Obama si è visto costretto ad inviare diverse unità per fronteggiare la minaccia talebana. D’altra parte, dopo le accuse di brogli al presidente Karzai nelle elezioni presidenziali dello scorso 20 agosto, l’amministrazione Obama, in primo luogo il presidente della Commissione esteri del Senato John Kerry,  ha convinto Karzai ad accettare il ballottaggio con il rivale Abdullah Abdullah, segnando un punto a favore della democrazia.

Hamid Karzai insieme a John Kerry

Hamid Karzai insieme a John Kerry

Obama, Abbas e Netanyahu

Obama, Abbas e Netanyahu

Ma la volontà di affermare la pace da parte di Obama si concretizza nella questione israelo-palestinese. Il mediatico presidente ammette che i rapporti dell’America con Israele sono inattaccabili, ma ribadisce che “il popolo palestinese sta vivendo una situazione intollerabile”, con riferimento all’enclave della Striscia di Gaza. Per risolvere questa drammatica vicenda, l’America di Obama sostiene “l’esistenza di due stati che vivono in pace e in sicurezza”. La pace ci può stare. E il 22 Settembre 2009 il primo ministro israeliano Netanyahu e il primo ministro palestinese Abbas si incontrano e cercano di mediare.

Tutte queste azioni sono impulsi per l’affermazione della pace nel mondo, un tentativo di eliminare i pregiudizi e i conflitti tra culture diverse. Tentativo premiato con il Nobel per la pace.

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