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Da qualche settimana si legge su diverse riviste della proposta di conferire ad Intenet il premio Nobel per la Pace nel 2010. Si ritiene che intenet, grazie alle sue potenzialità (diffusione rapida di informazioni, comunicazione diffusa), può dare forza al processo di pace nel mondo. Da questa prospettiva, la proposta può sembrare interessante e convincere che, in effetti, internet sta avendo un ruolo fondamentale in quei paesi (Iran) in cui vi sono dittature che non lasciano spazio alle opposizioni. L’idea di creare un network su cui chiunque può mostrare il suo contributo al processo di pace è un esempio delle potenzialità di internet.
Ma se si vuole assegnare il prestigioso premio alla rete bisogna essere realisti. Bisogna ricordare tutto ciò che accade in rete, tutti i lati oscuri e negativi che un sistema come questo porta con sè. Basti pensare alla pedopornografia, alle possibilità che internet ha offerto al terrorismo di espandersi, alla disinformazione che circola ovunque. Tutti questi aspetti contrastano con l’idea “felice” di un sistema utile al miglioramento delle condizioni dell’uomo. A mio avviso, sarebbe meglio concetrare l’attenzione su quelle personalità che donano la loro vita per portare l’amore dove regna l’odio, la pace dove c’è la guerra.




Nonsolosabato